Trofeo delle Regioni – La parola alle protagoniste: Elena e Irene Ravaschio

Quella del 7 luglio 2018 è stata la mia prima esperienza in nazionale, a dire il vero un Trofeo delle Regioni per precisare. Sono stata convocata per sostituire una ragazza in ripresa da un lungo periodo di indisposizione, quindi, in realtà , non ero entrata ma posso dire di essermi avvicinata parecchio al tempo per la selezione italiana. Ma questa volta avrei dovuto affrontare 5 km, e per di più in mare, un’esperienza molto diversa dai 3 km in vasca da 50 m a febbraio .

Nuotare incessantemente per 5000 m non è stata affatto una “passeggiata”, tutt’altro: il mare infatti non era una tavola d’acqua e la visione delle boe era ostacolata parecchio, ma lo ammetto, dopo aver fatto 1 – 2 giri da 1250 m, la posizione delle boe e la lunghezza del percorso sono diventate in qualche modo familiari; perciò, concludere la gara con gli altri due giri di boe alleggerisce un po’ la “tensione” mentale a meno che non si aggiunga a tutto, un male tremendo alla milza come è successo a me in tutti e quattro i giri allo stesso punto del percorso. Ma basta tenere duro: in gare così, regionali o nazionali che siano, l’importante è concludere la propria prestazione._

Gareggiare ad un trofeo delle regioni in rappresentativa Ligure è anche un’occasione per fare conoscenza e amicizia con altri atleti regionali e un’occasione di prestigio e soddisfazione personali.

Vorrei fare dei ringraziamenti ai miei allenatori, in particolare al Ilaria Virgilio (senza togliere niente a nessuno, ci mancherebbe) la quale ci ha supportato – e sopportato per tutti gli anni in cui ci ha seguito durante le nostre “vittorie” ma anche durante le nostre crisi isteriche.

Sono molto soddisfatta di aver partecipato ad un evento a livello nazionale, soprattutto affrontando una gara di questo genere.

Elena Ravaschio ©

Il trofeo delle regioni del 7 luglio, a cui ho partecipato, è stato per me un grande successo perché non avrei mai pensato di poter essere convocata nella rappresentativa regionale, tanto meno in una gara come quella dei 5 km e a livelli italiani.

Ho conosciuto ragazzi e ragazze parte della rappresentativa e posso dire di essermi trovata molto bene con loro.

La gara si è svolta in mare: 4 interminabili giri da 1250 m e mare mosso che ci impediva di individuare al meglio le boe da raggiungere.Quindi, le condizioni in cui gareggiare non erano delle più favorevoli. Ma ho iniziato e portato a termine i 5 km, nonostante non riuscissi quasi più a respirare dopo appena 1 km e mezzo.

Sono arrivata ultima, distanziata dagli altri di 5 minuti, perciò ho gareggiato da sola per quasi tutta la durata della gara, ma l’importante, in distanze del genere, è arrivare fino in fondo e non mollare!

È stata dura finirla perché nuotare una distanza così lunga senza mai fermarsi è molto faticoso e non una cosa che si fa tutti i giorni ma alla fine mi ha lasciato una grande soddisfazione.

Voglio ringraziare in particolare la mia allenatrice (ormai ex allenatrice) Ilaria Virgilio per averci incoraggiato a partecipare a quelle gare che solo dopo aver portato a termine abbiamo capito di essere in grado di fare (ad esempio i 3 km o 5 km), ma soprattutto per avermi aiutato a superare, grazie ai suoi incoraggiamenti, il periodo di crisi che ho avuto l’anno scorso nel quale non mi sono nemmeno presentata alla chiamata dei 5000 m in vasca ai quali ero stata iscritta.

Sono molto contenta di aver gareggiato in una nazionale, un risultato che mai avrei pensato di raggiungere!

 

Irene Ravaschio ©