Finali Regionali Invernali – Visioni politicamente scorrette di un Cristiano (Novelli)

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Questa volta il mio commento avrà un taglio totalmente personale, auspicando che non risulti troppo aleatorio, quando non addiritura incoerente….. ma voglio rischiare,  in fondo ho ormai le spalle abbastanza larghe e tutto sommato questa esplicita dichiarazione di intenti mi eviterà per lo meno di essere accusato di dietrologia.

Sarebbe troppo facile parlare di Simona e Sara che hanno conseguito il tempo per Riccione, o di Sofia e Anna che ci sono arrivate a un soffio,  o delle circa tre decine di medaglie conquistate,  citandone rigorosamente tutti gli autori  oppure ancora della  classifica a squadre che ci conferma saldamente al quarto posto in regione. Questa volta preferisco raccontare delle storie, direi quasi il romanzo o talvolta la favola che stanno dietro al dato statistico del risultato. E allora parto da Tommi, che dopo una sfavillante carriera giovanile che lo vide anche medagliato agli italiani categoria ragazzi, due anni fa migra nella nostra società alla ricerca di motivazioni dopo tre anni di involuzione ma, nonostante qualche iniziale segno di ripresa,  lo stallo non si sblocca, portandolo ( complici i concomitanti impegni universitari) sull’orlo dell’abbandono sportivo, fino agli ultimi risultati che -ventenne- lo vedono frantumare tutti i suoi primati personali dai 50 rana ai 400 misti, passando per record societari abbattuti e un numero di medaglie regionali di cui forse lui stesso ha perso il conto. Il tutto sostenuto da un entusiasmo, una determinazione e una meticolosità che, uniti alla serenità finalmente ritrovata, gli hanno consentito questo ” ritorno al futuro”.
L’altra storia è diametralmente opposta e ha davvero il sapore della favola, di quelle col lieto fine garantito,  anche se del  tutto fantasioso agli occhi razionali dell’adulto.  Sara ha 15 anni quando entra per la prima volta al Lago Figoi, proveniente da una vita vissuta da emigranti per lavoro in Sardegna fino a una settimana prima. Qualche corso di nuoto e un breve periodo di atletica leggera nel suo curriculum sportivo: un po’ poco per accondiscendere alla proposta sua e dei genitori di inserirla nella nostra squadra agonistica …. ma il buon Puci, incoraggiato dal parere  favorevole di quell’inguaribile ottimista (visionario secondo alcuni) che è il sottoscritto,   accetta la scommessa. Nel breve volgere di alcuni mesi dapprima la ragazzina impara cosa significhi allenarsi e poi, con una progressione stupefacente,  inizia a risalire le graduatorie nello stile libero e nel delfino,  con tempi che iniziano a diventare decisamente interessanti,  fino ala sorpresa di queste finali regionali, in cui conquista ben due medaglie e realizza un 29″8 sui 50 farfalla che, senza una serie di grossolani errori di inesperienza,  poteva essere qualcosa di decisamente più rilevante.
In questa personalissima carrellata di imprese da libro Cuore, non poteva mancare l’atleta che forse più di tutti con il cuore gareggia…. sì,  perché non è certo il fisico minuto e tutt’altro che prestante a sostenerlo, ne’ una tecnica a dire il vero approssimativa ad averlo fatto giungere negli ultimi anni ripetutamente alle soglie del successo regionale, per poi essere beffato inevitabilmente per pochi centesimi da qualche rivale più atletico o più dotato tecnicamente,  qualche volta invero anche più fortunato. Non ha raggiunto il risultato pieno neppure questa volta, è vero, ma i miglioramenti di Davide “Pelli” in tutte e tre le distanze del dorso hanno qualcosa di un “crescendo” rossiniano, che per lui che nella musica e per la musica sta investendo parte della vita, risulta certamente una gradita metafora: passi per il muro dei 29″ nello sprint; meno atteso l’under-60″ sui 100; quasi incredibile il 2’07” che  nobilita non solo queste sue finali, ma addirittura il bilancio (parziale!) di tutta la carriera.
Concludo con la più parziale delle valutazioni,  perché in effetti un 28″2 a stile libero da parte di una 25enne non ha molto di eclatante…e diventa ancora più parziale (per non dire partigiana) nel momento in cui confesso che si tratta di puro affetto personale…e forse proprio questa ammissione,  se ai sentimenti ancora  viene riconosciuto un valore, mi salverà dagli improperi di chi mi sta leggendo. Giulia è stata una delle mie atlete storiche; una della nidiata di Ilaria Scarcella,  tanto per intenderci, che ho allenato dalla categoria esordienti B fino a fine carriera, quando nel 2009, in piena era dei costumoni, abbandonò con un personale di 58″6 che non rende appieno il valore di una nuotatrice dalla tecnica sopraffina e con una leggerezza in acqua che non ha molti pari nella mia esperienza di allenatore; la classica potenzialità inespressa, che però,  a distanza di un po’ di anni, torna in acqua e con solo una ventina di allenamenti nelle braccia, toglie la ruggine di 7 anni di stop e sa ancora dare filo da torcere ad atlete ben più preparate e motivate…. “mi sono divertita!” : questo il più bel commento e – chissà- il viatico per una seconda carriera magari ancora più soddisfacente di quella giovanile.
 Ah….per rincarare ulteriormente la scorrettezza politica di queste mie righe,  non posso concludere senza precisare che Giulia è da qualche mese l’istruttrice del mio secondogenito Giacomo che adesso la stima ancora di più e le dice: “tu si’ che nuoti veloce !”.
© Cristiano Novelli
Chef, Coach, Cardiologo, Editorialista e Visionario del Team AraRiva
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